Cari amici,
tra poco avrete modo di leggere la delibera approvata sabato 4 settembre u.s. dal Consiglio
Federale per la omologazione dei campi di gioco per la Stagione 2021-22.
Preferisco prima rivolgermi direttamente a voi perché il tema vi sia chiaro in ogni suo
aspetto, sia nella sostanza che nel percorso che ha portato alla sua definizione.
Fino al 30 giugno scorso questo tema è stato gestito con deroghe ed in assenza di un
regolamento attuativo scritto e chiaramente definito, nonostante i vigenti ed obbligatori
principi informatori del C.O.N.I. che regolano la materia. Chi firmava tali deroghe si
assumeva quindi una responsabilità inequivocabile sia dal punto di vista civile che penale.
Il Consiglio Federale ed io, come Presidente, non vogliamo e non possiamo lasciare la
responsabilità ai Presidenti dei Club e tantomeno assumercela noi in prima persona; di
certo non possiamo pensare di gravarla sulle spalle di altri come il responsabile tecnico
della FIR, seguendo i dettami di un regolamento organico chiaramente da aggiornare
secondo quanto prescritto dal C.O.N.I.
Partendo da questo dato di fatto abbiamo ragionato tenendo presente innanzitutto la salute
e la sicurezza dei nostri ragazzi e ragazze insieme agli interessi dei club e la serietà del
nostro ambiente.
Le deroghe che sanavano tutte le variazioni rispetto alle dimensioni dei campi di gioco in
terra ed erba naturale non incidono sulla sicurezza degli impianti e non vengono quindi
considerate motivo di non omologa.
Su questi tipi di superficie rimane l’obbligo della sicurezza, per cui nelle situazioni in cui ci
siano criticità sarà compito dei Comitati Regionali relazionare alla FIR che, qualora lo
ritenga necessario, invierà personale specializzato per valutare l’eventuale omologa.
Ogni variazione delle condizioni che hanno permesso l’omologazione verrà verificata ad
ogni partita dall’arbitro come di prassi.

Il superamento dei motivi di non omologa per tribune ed altre strutture è stato deciso con
lo stesso criterio.
Discorso diverso per i campi in erba sintetici. Tali impianti hanno un tempo tecnico per il
loro degradamento e necessitano ogni anno di manutenzione. Per valutarne ogni due anni
la sicurezza e l’aderenza ai criteri codificati dalla Normativa 22 di World Rugby è necessario
ottenere i documenti per la certificazione dalle due aziende abilitate a tali valutazioni.
Da questa stagione 2021-22 chi non avrà la documentazione che permette l’omologa del
campo in sintetico non riceverà l’omologazione, come del resto previsto da tutte le
comunicazioni precedenti a partire dal 2018.
Credo che ognuno di voi comprenda bene i motivi per cui non ci saranno eccezioni.
Ovviamente ci rendiamo perfettamente conto delle ripercussioni che le nostre decisioni
avranno sull’attività e sulla vita sociale di alcuni club per cui in Consiglio abbiamo assunto
tutte le determinazioni possibili di carattere tecnico-organizzativo ed economico per
attenuarle.
At titolo d’esempio, l’Ufficio Tecnico avrà ampia elasticità nel riprogrammare le gare in
modo da poterle far disputare su altri campi in altre date o con inversione degli stessi tra le
due società di volta in volta interessate.
Inoltre, nell’attuale bilancio è stata individuata una risorsa finanziaria a cui attingere per
contribuire ad eventuali spese di trasferta ed organizzative determinate dalla situazione e
dai tempi necessari perché i campi vengano riportati a norma.
Sotto questo aspetto la FIR ed in particolare la Commissione Impianti saranno impegnati
per rendere i tempi e le pratiche per la messa a norma dei campi il più possibile rapidi e
senza intoppi.
Ritengo quasi superfluo esortarvi a riportare, qualora non lo siano, i vostri impianti in erba
sintetica in regola con le norme ma soprattutto, con la necessaria sicurezza che dobbiamo a
tutti i nostri giocatori e giocatrici.
Vi saluto con affetto

Marzio Innocenti

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