- Grande partecipazione delle società all’incontro promosso dal Comitato Rugby Piemonte. Presentati i risultati raggiunti e il programma 2026/2027, con un messaggio chiaro: crescere insieme, mettendo al centro la persona e i valori del rugby
Torino, 19 settembre 2026 – Un movimento unito, partecipe e pronto ad affrontare con entusiasmo una nuova stagione. È l’immagine emersa dall’incontro organizzato dal Comitato Rugby Piemonte, che sabato 19 settembre ha riunito la quasi totalità delle società piemontesi alla presenza del Consigliere Federale Musso e dell’intero Consiglio regionale.
Un appuntamento molto partecipato, nato non soltanto per presentare programmi e attività, ma soprattutto per condividere una visione comune sul futuro del rugby piemontese: accompagnare i club nella loro crescita, rafforzarne l’autonomia e consolidarne il ruolo educativo e sociale all’interno delle comunità locali.
Dopo i saluti del Presidente Sergio Manto, ad aprire e condurre l’incontro è stato il tecnico regionale Marco Porrino, che ha illustrato il percorso compiuto dal Comitato e le priorità individuate per la stagione 2026/2027. Una strategia fondata su cinque pilastri: promozione ed espansione, identità sociale dei club, competizione inclusiva, formazione continua, comunicazione e relazioni.
Un movimento che cresce
I dati presentati confermano la vitalità del rugby regionale. A giugno 2026 i tesserati hanno raggiunto quota 4.248, rispetto ai 3.833 dell’anno precedente, con un incremento di 415 unità, pari al 10,83 per cento. Particolarmente significativo il dato relativo al reclutamento, cresciuto del 32 per cento, insieme all’aumento della fidelizzazione e della percentuale di tesserati effettivamente praticanti.
Numeri importanti, che raccontano tuttavia soltanto una parte del lavoro svolto. Nel corso della stagione il Comitato ha sostenuto un’intensa attività agonistica, formativa e promozionale: feste del rugby dedicate alle categorie più giovani, campionati e tornei, attività femminile e rugby integrato, percorsi di aggiornamento per tecnici e dirigenti, formazione nelle scuole e supporto agli open day organizzati dai club.
La consigliera Gremmo ha illustrato l’esperienza, particolarmente rilevante, di Scuola Attiva Junior: 94 istituti hanno richiesto l’attività, 86 hanno svolto regolarmente progetti di rugby e sono stati coinvolti complessivamente 9.720 studenti. Il rugby è risultato la terza disciplina più richiesta nell’ambito dell’iniziativa. A questi dati si aggiungono più di 500 studenti coinvolti nei Giochi Studenteschi e 16 open day sostenuti dal Comitato durante la stagione.
Club protagonisti del proprio territorio
La linea indicata dal Comitato è precisa: fornire strumenti, competenze e opportunità affinché ogni società possa diventare sempre più autonoma, solida e capace di progettare il proprio futuro.
Il club viene considerato non soltanto come luogo di allenamento e competizione, ma come un vero presidio educativo e sociale, capace di coinvolgere atleti, famiglie, volontari, scuole, istituzioni e realtà economiche del territorio. L’obiettivo è costruire comunità sportive nelle quali il senso di appartenenza, l’accoglienza e la partecipazione possano generare legami autentici e duraturi.
In questo percorso, la formazione avrà un ruolo decisivo. Il programma 2026/2027 prevede convalide, tutoraggi, aggiornamenti e master per i tecnici, insieme a corsi rivolti ad accompagnatori, direttori di evento, insegnanti e operatori scolastici. Sono inoltre previsti momenti dedicati alla conoscenza dei regolamenti, alla sicurezza e alla prevenzione degli infortuni.
Più occasioni per giocare, crescere e partecipare
L’attività sportiva sarà costruita per offrire a tutti un’esperienza positiva, formativa e adeguata alle proprie aspettative, indipendentemente dall’età e dal livello tecnico.
Il programma comprende le feste del rugby per le categorie Under 6, 8, 10 e 12, l’attività Under 14, il rugby a sette, i campionati giovanili Under 16 e Under 18, l’attività femminile, il rugby integrato, il circuito touch, la Serie C maschile, la rappresentativa regionale Under 18 e diverse competizioni internazionali.
La priorità non sarà esclusivamente il risultato sportivo, ma la crescita della persona attraverso il gioco. Accessibilità, equilibrio, divertimento e formazione guideranno la costruzione delle competizioni e delle iniziative regionali, con l’obiettivo di permettere a ciascuno di trovare il proprio spazio nel rugby.
Il rugby incontra i principi della Costituzione
Nel corso della riunione si è collegata anche la Consigliera nazionale Mori, che ha presentato l’iniziativa relativa alla realizzazione di un filmato a Palazzo Madama, dedicato al legame tra il messaggio educativo del rugby e i principi della Costituzione.
Un progetto che rafforza la dimensione culturale dello sport e richiama valori centrali per il mondo della palla ovale: rispetto delle regole, solidarietà, responsabilità, partecipazione, inclusione e riconoscimento dell’altro.
Il rugby si conferma così non soltanto una disciplina sportiva, ma uno strumento capace di contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e alla costruzione di comunità più unite.
Rispetto, dialogo e responsabilità
Particolare attenzione è stata dedicata al rispetto di tutti gli attori del gioco. Il Comitato intende fare del rugby piemontese un modello positivo anche nei comportamenti, dentro e fuori dal campo: rispetto delle decisioni arbitrali, riconoscimento dell’avversario e tribune vissute come luoghi di festa e partecipazione.
Il messaggio condiviso con le società è netto: lasciarsi alle spalle insulti, proteste e contrapposizioni, recuperando pienamente l’autenticità della cultura rugbistica e la responsabilità educativa che appartiene a ogni club.
Insieme per il futuro del rugby piemontese
L’ampia partecipazione delle società ha restituito l’immagine di un movimento vivo, disponibile al confronto e consapevole delle sfide che lo attendono.
Promozione nelle scuole, sviluppo del minirugby, formazione continua, consolidamento dei club, competizioni accessibili, connessioni internazionali, collaborazione con aziende e istituzioni, progettazione di bandi e innovazione della comunicazione rappresentano le direttrici lungo le quali si svilupperà il lavoro della nuova stagione.
Il Comitato Rugby Piemonte si propone di essere un punto di riferimento, un facilitatore e un tessitore di relazioni, mettendo a disposizione delle società strumenti e competenze, ma lasciando ai club il ruolo di protagonisti del proprio territorio.
Una direzione chiara, dunque: crescere nei numeri e nella qualità, rafforzare il legame con le comunità e mettere sempre al centro la persona. Perché il futuro del rugby piemontese si costruisce insieme, dentro il campo e ben oltre il campo.


